Archivio della categoria ‘Fedora’

Come installare Skype in Fedora 12 a 64 bit

mercoledì, 17 febbraio, 2010

Tra tutti i programmi proprietari utilizzati in Linux Skype resta sicuramente tra i più diffusi, grazie anche alla semplice procedura d’installazione dato che che, per moltissime distribuzioni, esiste già la versione pacchettizzata. Anche per Fedora è cosi, ma se non esistendo una versione a 64bit per chi utilizza tale architettura è necessario fare alcuni passi in più.

Per funzionare ha bisogno infatti di alcune librerie a 32 bit che non vengono installate automaticamente. Nessun problema però, il procedimento resta facile, basta infatti lanciare da root il comando seguente e tutte le dipendenze necessarie verranno automaticamente installate

yum -y install glibc.i686 alsa-lib.i686 libXv.i686 libXScrnSaver.i686 libSM.i686 libXi.i686 libXrender.i686 qt-x11.i686 libXv.i686 qt.i686

Fatto questo basta poi scaricare la versione di Skype per Fedora 10+ (che va dunque bene per qualunque versione dalla 10 in poi) a questo indirizzo e quindi installarlo, un doppio click probabilmente sarà sufficiente. Se preferite invece farlo da console per prima cosa scaricate il file con wget
wget http://www.skype.com/go/getskype-linux-beta-fc10
e poi installatelo col seguente comando (da eseguire ovviamente da root nella cartella in cui si trova il file)

yum localinstall skype-2.1.0.81-fc10.i586.rpm

Nel caso dopo che scritto questo articolo sia uscita una versione più aggiornata (cosa improbabile visti i tempi di sviluppo bibblici di skype) modificate il nome con quello più aggiornato che avrete scaricato, o più semplicemente provate ad aggiungere un asterisco dopo skype per installare qualunque file inizi con quella parola, stando ovviamente attenti a non avere altri file con quel nome

yum localinstall skype-*

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Testiamo il nuovo KDE 4.2 con fedora

lunedì, 9 febbraio, 2009

Kde 4.2 è uscito di recente, portando una serie di novità molto attese e, forse, un po’ della stabilità di cui aveva bisogno. Da pochi giorni è finalmente disponibile anche in Fedora il pacchetto per testarla, anche se per il momento si trova solo tra i pacchetti in test e non ha ancora passato i vari controlli che ne assicurano la stabilità. Ma per chi come è ansioso di testarlo ecco i pochi semplici passi per installarlo dal repository di testing.

Il metodo più semplice consiste nell’aggiornare il gruppo KDE abilitando temporaneamente il repository, per farlo basta lanciare il seguente comando da root:
yum --enablerepo=updates-testing groupupdate "KDE (K Desktop Environment)"

Nel farlo però ho avuto dei conflitti con il pacchetto phonon-backend-xine ed ho dovuto quindi prima aggiornare anche quello:
yum --enablerepo=updates-testing update phonon-backend-xine

I repository testing posso cambiare nell’arco di breve tempo, le istruzione che ho qui scritto quindi potrebbero non essere quelle migliori tra qualche giorno. Vi consiglio di provare prima il primo comando e solo nel caso riscontriate problemi con quel pacchetto di lanciare il secondo. Tenete presente che i normali aggiornamenti non aggiorneranno più KDE fino all’ingresso della versione 4.2 nella repository principale, dovrete lanciare a mano il primo comando per verificare se sono uscite ulteriori update.  Considerando che si tratta di una versione non del tutto collaudata potreste trovare qualche piccolo bug o problema, se mi lasciate scritto nei commenti cercherò di darvi un aiuto, altrimenti se preferite potete trovare altro supporto nel sito di fedora qui oppure qui.

Per quanto da me testato vi posso dire che non non ho riscontro alcun problema e che il nuovo KDE sembra veramente essere la “risposta” a tutti quelli che richiedevano una maggior stabilità e funzionalità, netto il miglioramento nella barra che finalmente può disporre i programmi su due linee e ragrupparli, inoltre le icone nel vassoio del sistema non hanno più presentato molto più raramente quel fastidioso problema con lo sfondo che cambia colore o, peggio, con l’icona che sparisce. Belli anche i nuovi effetti grafici e i nuovi plasmoidi.

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Come rimediare ai problemi audio di Fedora 10

giovedì, 1 gennaio, 2009

UPDATE 03/01/08

Ho modificato l’articolo in base agli ultimi test che ho effettuato ed ai vostri commenti, lascio presenti tutti i metodi che ho provato ma cambia il metodo che consiglio che per praticità ho messo per primo.

Con la nuova versione di pulseaudio presente in Fedora 10 in molti hanno notato problemi con l’audio che spesso “salta” sia ascoltando musica che guardando filmati, dopo varie ricerche ho trovato che il problema sarebbe dovuto ad un bug di alsa il cui team se ne sta infatti occupando. Nel frattempo ecco alcuni trucchi per eliminare o comunque minimizzare il problema. Per prima cosa però, prima di procedere con qualunque metodo consglio di verficare di aver installato tutti i pacchetti neccessari a pulseaudio lanciando il seguente comando

su -c 'yum -y install pavucontrol pavumeter paman padevchooser paprefs alsa-plugins-pulseaudio gstreamer-plugins-pulse pulseaudio pulseaudio-core-libs pulseaudio-esound-compat pulseaudio-libs pulseaudio-libs-glib2 pulseaudio-libs-zeroconf pulseaudio-module-gconf pulseaudio-module-x11 pulseaudio-module-zeroconf pulseaudio-utils xine-lib-pulseaudio xmms-pulse'.

Il metodo che ho trovato più efficace consiste nel disabilitare il timescheduling in pulse audio, che di fatto è una delle maggiori differenze con la vecchia versione presente in Fedora 9. Per farlo bisogna editare da root il file /etc/pulse/default.pa modificando la riga

load-module module-hal-detect

in

load-module module-hal-detect tsched=0

Poi riavviate pulse audio NON DA ROOT con il seguente comando

pulseaudio -k

Secondo rimedio, che nel mio caso applicato da solo ha drasticamente limitato il problema, è l’aggiornamento di alsa all’ultima versione in testing, per farlo lanciate il seguente comando:

yum update *alsa* --enablerepo=updates-testing

Nel farlo bisogna essere consapevoli che si utilizza un pacchetto non ancora del tutto stabile e che quindi potrebbe avere qualche altro problema, nel mio caso non ho però trovato nessuna controindicazione. Per verificare bisogna riavviare il computer o almeno pulseaudio (pulseaudio -k dovrebbe bastare). Come dicevo cosi ho risolto i problemi quasi del tutto, per un giorno intero non ho notato nessun scatto ne in filmati ne ascoltando musica, finché ho provato a giocare e ascoltare musica in contemporanea, in quel momento ho ricominciato a sentire alcuni salti, anche se molto meno di prima, probabilmente dovuti anche all’alto utilizzo del processore.

Altra possibile soluzione consiste nel deframmentare il disco, sopratutto quando si tratta di filmati. Ho notato infatti che più il file che si sta ascoltando è frammentato più il suo audio scatta, per verificare se il filmato che vi da problemi necessita di deframmentazione io ho utilizzato shake ( vedete qui il loro sito). Questo programma permette di controllare e deframmentare un singolo file, la differenza è notevole sopratutto se il filmato lo si è scaricato con emule o bittorent, e i vantaggi non sono solo nell’audio più fluido ma anche in una maggiore velocità nello scorrere avanti e indietro il video.

Ultima soluzione che propongo consiste nel avviare pulse audio in modalità servizio di sistema, per farlo prima chiudete pulseaudio (un killall pulseaudio da root dovrebbe bastare) e poi riavviatelo a mano con i seguenti parametri

pulseaudio --system --realtime --daemonize --disallow-exit --disallow-module-loading

Riavviate i programmi che utilizzano l’audio e dovreste notare i miglioramenti ( non molti a dire il vero nel mio caso). Se funziona e volere rendere le modifiche permanenti basta editare da root il file /etc/pulse/daemon.conf togliendo i commenti alle seguenti righe

realtime-scheduling = yes
daemonize = yes

Se invece le righe mancano aggiungetele come appare qui sopra, nel caso invece hanno il valore a no sostituitelo con yes. Sconsiglio questo metodo a meno che tutti gli altri siano stati inefficaci, con queste modifiche pulseaudio ha la priorità molto alta rispetto agli altri processi, se per qualche oscuro bug richiedesse il 100% del processore il pc rimarrebbe bloccato.

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