Costruiamo un mini diffusore per il flash integrato di una reflex

17 maggio, 2010

Molte reflex hanno un piccolo flash integrato, le sue piccole dimensioni però lo rendono poco adatto ad alcuni utilizzi, sopratutto per le ombre molto dure che genera. Per ovviare a questo problema  il metodo migliore è ovviamente quello di utilizzare un flash esterno, magari di rimbalzo su una parete, ma non tutti se lo possono permettere. Una possibile soluzione consiste nell’utilizzare un piccolo diffusore. Online se ne trovano in commercio molti, sono semplici e non costano neanche troppo, solitamente una decina di euro o poco più, ma perché spendere dei soldi se lo si può costruire in casa propria?

Partendo da questa idea mi son deciso a costruirne uno utilizzando quello che ho potuto trovare in casa, per chi si ritrovasse nella mia stessa situazione ecco una piccola guida alla costruzione.

Partiamo dai materiali:

  • come diffusore ho utilizzato della carta da forno, leggera e semitrasparente, ma esistono anche dei fogli ancora più trasparenti, quelli che vengono solitamente utilizzati per ricalcare i disegni. Ovviamente va bene anche della normale carta, ma questa blocca più luce e riduce quindi la potenza utile del flash.
  • per fissarlo servirà dello strap adesivo, lo si trova in vendita a rotoli. Spesso però se ne trovano piccoli pezzi assieme ad alcuni oggetti che hanno la possibilità di essere appes, probabilmente qualche vostro amico avrà qualche striscietta che non usa.
  • serve poi una plastificatrice, probabilmente tra tutti i materiali è il più difficile da reperire, io ne ho una presa in un supermercato LIDL, se non ne avete una anche in questo caso provate a chiedere ai vostri amici, basta che ve la fate prestare per pochi minuti. Avete bisogno di un solo foglio per plastificare, di piccola misura. Se proprio non riuscite a procurarvelo potreste provare ad utilizzare dello scotch largo da pacchi, purtroppo però senza un minimo di plastificazione il foglio risulterebbe troppo leggero e non si piegherebbe come dovrebbe.

diffusore_foglio_tagliatoOra vediamo come procedere nella costruzione: per prima cosa dovete tagliare una fetta di carta larga 7/8 cm e lunga una quindicina di cm, forse farla un po più lunga andrebbe meglio, ma nel mio caso non riuscivo più a farla entrare nella bustina per la plastificatrice. In cima alla striscia di carta ricavate un piccolo lembo largo un centimetro e mezzo e lungo circa 3 cm, a questo lembo andrà poi applicato lo strap e deve essere abbastanza fino da passare nella fessura sotto il flash. Nel lato apposto fate un paio di tagli profondi poco meno di 2 cm e larghi quanto il lembo di cui sopra, non fate un semplice taglio, asportate anche uno o due millimetri di carta, questo perché il foglio andrà poi plastificato e dovrete nuovamente tagliare in quel punto, lasciate quindi un po di spazio in modo che la plastica abbia modo di aderire al foglio. Se non vi è chiaro come tagliare guardate la foto, è più semplice di quello che sembra.

diffusore_finitoOra plastificate il foglio e ritagliate laplastica seguendo i contorni del foglio, lasciate un paio di millimetri di margine in modo che ci sia un po di spazio in cui la plastica è ben incollata altrimenti correte il rischio che i fogli si possano staccare. Incollate quindi gli strap, uno da una parte del lembo superiore e uno nell’altro lato del lembo inferiore. Fate delle prove prima di incollarle per vedere quale dei due lati andate meglio ad attaccare, oppure se avete più di una striscetta mettetelo su entrambi i lati.

450D con diffusore autocostruitoBene, il diffusore è finito, per collegarlo arrotolatelo attorno alla macchina fotografica, guardate meglio nella foto. Io ho deciso di aggiungere un piccolo foglio di alluminio in fondo, sia per riflettere parte della luce che altrimenti rimbalzerebbe nella vostra direzione andando quindi persa, sia e sopratutto  per schermarmi dalla luce del flash che altrimenti andrebbe a colpire il volto di chi fotografa. Questo non è un grosso problema se fotografate appoggiando l’occhio al mirino e tenendo chiuso l’altro, ma se scattate in live view  verreste colpiti da un forte lampo.

Ultimo consiglio, il foglio è un po trabballante se viene fissato solamente con lo strap, io ho applicato quindi anche una piccola striscia di biadesivo sulla parte superiore del retro del flash, in questo modo quando appoggio il diffusore questo resta incollato, fisso e stabile. Attenzione però ai residui di colla, il mio biadesivo ha poca aderenza sul corpo della macchina fotografica mentre si incolla molto bene sul diffusore, quindi resta attaccato al diffusore senza sporcarmi il flash, ma qualche altro potrebbe essere meno delicato. In questo caso del nastro economico è forse meglio di quello più costoso visto che aderisce meno, ma fate i vostri test prima.

diffusoreIo ho fatto delle prove per vedere come va fotografando una matita e guardando l’ombra creata, la differenza non è enorme ma comunque si nota che l’ombra è visibilmente meno scura e i riflessi meno marcati.

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Planetacom, come mi son trovato con loro, tanti problemi e poche rassicurazioni

3 maggio, 2010

Circa un anno e mezzo fa mentre cercavo una soluzione su dove ospitare alcuni miei siti e caselle di posta trovai un’interessante soluzione di Virtual Server offerta da planetacom, per soli 13€ al mese mi offriva un server virtuale con Linux, disco da 10 Gb e 512 MB di memoria,  metà in ram e metà in swap. Offrivano anche 2Mbit di banda garantita e un pannello di monitoraggio della banda, di cui parlerò meglio più sotto visto che li considerò i due problemi più gravi che ho avuto con loro.
Sulla carta sembrava tutto ok, quando li contattai Centos non era ancora disponibile tra le distribuzioni preinstallate ma mi dissero che sarebbe stato disponibile entro breve, cosi aspettai e appena fu disponibile feci un contratto bi-annuale con loro.
I primi problemi li trovai immediatamente, il server veniva consegnato con un’installazione basilare di Centos, talmente basilare che perfino iptables, il firewall base di Linux, mancava, come anche sendmail. Questa come mi spiegarono poi era una loro precisa decisione, per lasciare all’utente la maggior libertà possibile di configurazione, e non posso certo dare torto al loro pensiero. Installai subito i pacchetti del gruppo base, e poco dopo mi accorsi di una serie di errori continui nei log, pensai fossero problemi dovuti all’installazione da me effettuata, ma controllando meglio mi resi conto che erano precedenti alla data in cui ho avuto accesso al server. Contattai l’helpdesk che mi rispose che il problema non era grave ed era dovuto ad una loro dimenticanza, si erano scordati di creare una cartella. Problema non grave effettivamente, grave semmai il fatto che non abbiano controllato i log di sistema prima di consegnarmi il server.
Risolto questo problema pensai a far funzionare iptables, ma sebbene installato correttamente questo non funzionava..  nei log risulta impossibile avviare il modulo corrispondente. Segnalo anche questo nuovo problema, e prontamente mi rispondono che il problema è stato risolto. Nonostante questo non vedo nessun cambiamento, e neppure un accesso da parte loro al server.. Dopo un breve scambio di mail scopro cos’è successo. Causa un errore nel loro archivi hanno effettuato le operazioni su il server di altro cliente!
Risolto questo “disguido” finalmente mi sistemano il server e posso cominciare a lavorarci, ed ho anche ottenuto di non pagare il periodo precedente alla sistemazione dei problemi, uno sconto di 3,60€, molto poco paragonato alla seccatura di aver trovato tutti questi problemi..
Ho quindi iniziato ad usare il server per ospitare alcuni miei domini ed un server di posta, e devo dire che il risultato era soddisfacente, la banda dei 2mbit era sempre disponibile, anzi a volte andavo anche più velocemente, almeno all’inizio
Dopo alcuni mesi comincio a notare dei rallentamenti, sia i download che i caricamenti vanno più lenti, ma penso che questo dipenda dalla mia connessione, sereno per avere la banda garantita non ci penso molto su, ma col tempo comincio a notare una cosa strana, tutte le operazione di trasferimento dati vanno a 60Kbyte al secondo, discostandosi di massimo uno o due Kilobyte. Nel frattempo dopo alcuni anni durante i quali ho lavorato come sistemista decido di fare una svolta e mi iscrivo all’università, diversamente da quanto si potrebbe pensare il mio tempo libero diminuisce e quindi tralascio la maggior parte dei lavori del mio sito fino a un mesetto fa, quando stufo di questa limitata velocità decido di indagare, i test da me effettuati confermano quello che avevo intuito, la velocità sembra bloccata a 60KB. Chiedo quindi di avere accesso al monitor della banda di cui secondo contratto dovrei disporre, ma del quale non ho mai ricevuto l’accesso, tanto che mi ero dimenticato della sua esistenza.. e qui la risposta che ricevo mi sorprende non di poco:

Gent. Sig. Pretto,
mi scusi per il ritardo con cui le rispondo. In verità, gli strumenti di
reportistica che ci ha richiesto, non sono ancora disponibili. [...]

Segue una serie di indicazione su quali strumenti potrei installare per ottenere in maniere autonoma un servizio che dovrebbero fornirmi loro..
Faccio quindi presente che avevo bisogno del monitor perché avevo notato che la banda disponibile era minore di quella di quella garantita, e anche in questo caso la risposta mi lascia sbalordito

ha perfettamente ragione. Il valore di limitazione di banda non era stato
accettato correttamente ed ho appena eseguito un po’ di tuning.

Nessun problema nella mia connessione dunque, il problema era loro che mi avevano impostato in modo errato la banda a disposizione, faccio quindi presente che per svariati mesi sono rimasto ben al di sotto della banda garantita (ad un quarto per la precisione) e che mi aspettavo da parte loro una soluzione per questa situazione, d’altronde io ho pagato per 2Mbit per quei mesi, non per mezzo (60KByte*8= 480Kbit=0,48Mbit).
La risposta che ricevo è questa:

Gent. Sig. Pretto,
per quel che riguarda la banda, non vi è alcuna evidenza che il problema
si sia protratto dalla data di attivazione ad oggi, pertanto non ritengo
l’accaduto un ns. mancato adempimento al contratto, ma solo una
problematica risolta appena segnalata.

Per il resto, può rivolgersi all’ufficio marketing

La riporto interamente per far notare come per loro in non aver garantito la banda sia solamente “una problematica risolta appena segnalata” (una volta contatta l’ufficio marketing mi hanno praticamente confermato la versione dell’helpdesk). Altra cosa da notare è che loro di fatto non hanno nessuna traccia,o ” evidenza”, di per quanto tempo il problema andasse avanti.. e qui mi chiedo, ma loro come fanno a garantire l’utilizzo di banda se nemmeno controllano quanta ne è utilizzata..

Insomma, riassumendo la mia esperienza con Planetacom quello posso dire è che:
- la macchina virtuale viene consegnata senza controllare se questa è assente di errori e senza fare alcun test per verificare se è effettivamente utilizzabile dal lato pratico, do almeno  io non riesco ad immaginare un utilizzo di un server linux che non abbia bisogno di Iptables
- il pannello di monitor della banda è ancora in preparazione, e non hanno ancora idea di come implementarlo, nonostante questo risulta disponibile, secondo il contratto, ben da settembre 2008, ma è probabile che esistano contratti con questa dicitura presente ben da prima che io firmassi il mio
- la banda garantita… semplicemente non è garantita, se come nel mio caso non viene raggiunta per svariati mesi (quasi un anno) non c’è alcuna forma di rimborso, la loro unica risposta che ho ricevuto fino ad ora è che non esistono prove che questa non sia stata raggiunta.. e ci credo, non la controllano!

Al momento sono ancora in attesa di nuove risposte dall’ufficio marketing, ma ancora non ho visto da parte loro la minima intenzione di almeno riconoscere il problema, spero che con questo resoconto di far si che altre persone che vogliono usare i loro server si rendano conto della reale situazione in cui si troveranno, e magari spingere planetacom a trovare una soluzione al mio problema in maniera più celere, ho fatto loro la prima segnalazione per quest’ultimo problema il 1° aprile, ancora la cosa non è risolta e in due occasioni ho dovuto aspettare una settimana prima di ricevere una risposta, ed ora sto aspettando loro notizie dal 27 di aprile..

Per l’utilizzo che faccio io del server non mi aspetto certo un rimborso danni, ma almeno uno sconto su quanto pagata o dei mesi aggiuntivi di uso del server me lo sarei aspettato, ma invece nemmeno delle scuse ho ricevuto

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Caricare più velocemente le pagine con firefox e add-block plus

2 maggio, 2010

Il browser firefox ormai è cosi conosciuto che non ha più bisogno di presentazioni, essendo tra gli alternativi ad internet explorer il più diffuso, oggi spiegherò però come sfruttarlo al meglio aggiungendo un plugin che consente di bloccare il caricamento delle immagini pubblicitarie che invadono ormai la maggior parte dei siti web, rendendole più snelle e sopratutto veloci da caricare.

L’installazione è semplicissima,basta infatti andare nella home del plugin e cliccare sul grande pulsante verde “aggiungi a firefox”, comparirà una finestra dal nome installa software in cui, dopo alcuni secondi di attesa, sarà possibile confermare l’installazione premendo su installa adesso.

Add-block installato, ora basta riavviare firefox

Firefox automaticamente scaricherà il software nel pc e lo aggiungerà ai plugin presenti. Per attivarlo vi verrà chiesto di riavviare firefox, niente paura se avete altre schede aperte, queste verranno automaticamente riaperte al termine del riavvio.

Al riavvio dovrebbe aprirvi in automatico una scheda che vi chiede quale lista installare. Le liste contengono gli indirizzi delle immagini da bloccare, ce ne sono diverse, più o meno restrittive, alcune mirate  per uno stato piuttosto che un altro. Potete scegliere quella che volete, ma io suggerisco quella predefinita, la più permissiva ma quella che vi assicura anche allo stesso tempo di non bloccare immagine che non vorresti bloccare.

scelta delle liste di add-block plus

Attivata la lista non serve far altro, presto guardando i vostri siti preferiti noterete l’assenza dei banner pubblicitari. Se avete una buona connessione adsl probabilmente non noterete la differenza in termini di velocità, se invece la vostra connessione è più lenta vedrete anche che le pagine si caricheranno molto più velocemente. Se alcune pagine vi dovessero dare problemi a causa di add-block potete velocemente disabilitarlo premendo la freccia del pulsante ADP che vi è stato aggiunto nell’angolo in alto  a destra della finestra, nel menù che comparirà potrete disattivarlo per quel sito o del tutto.

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Facebook e i gruppi “10.000.000 iscritti per salvare il mondo”

1 maggio, 2010

Qualche giorno fa un mio amico mi ha chiesto perchè vengono creati tutti quei gruppi che in cambio della raccolta di una grossa quantità di iscritti prometterebbero azioni di estrema utilità sociale, per esempio di salvare le balene. Istintivamente risposi in base a quanto avevo sentito qualche mese fa, spiegando come questi gruppi spesso cambiavano nome per diventare poi a sostegno, per esempio, di gruppi politici che altrimenti avrebbero un cosi grosso sostegno.

Ma in realtà, come ho scoperto poco fa, la situazione è ancora più complessa, e meschina, di quanto si potrebbe pensare. Questi gruppi vengono venduti in appositi forum al miglior offerente per ottenere l’accesso all’elenco degli iscritti, cosi da inviare grosse quantitativi di pubblicità. I prezzi sono per altro relativamente bassi, un gruppo 8000 iscritti può essere venduto per soli 8€, molto di più per quelli che superano i 100.00 iscritti, che possono arrivare a qualche centinaia di euro. Ma non è la pubblicità l’unico scopo per cui vengono utilizzati, a volte anche un semplice suggerimento di amicizia agli iscritti, o un link nella bacheca del gruppo può avere un valore economico.

Ecco quindi perché evitare di iscriversi a questi siti buffala, stando anche attenti che l’esempio da me sopra citato è solo uno dei tanti, altri gruppi con lo stesso funziono sono anche quelli che ti chiedono di iscriverti per sapere la soluzione ad indovinelli che “centinaia di ingegneri non son riusciti a risolvere”.

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Convenzione con photoworld e sconto sul loro sito

29 aprile, 2010

Codice sconto photoworldCome forse qualcuno avrà notato nella home del sito è comparso un nuovo banner, quello di Photoworld.it , noto sito italiano per la stampa di foto su vari formati. Grazie a questa convenzione, oltre ad aver ricevuto un iniziale buono da usare per le loro stampe, posso ora offrire a tutti coloro che ne vogliono usufruire un codice per uno sconto del 5%.
Se utilizzate il mio codice, oltre all’ovvio vantaggio per voi, photoworld mi darà una piccola percentuale dei vostri acquisti, il 3%, sotto forma di buono, senza che questo ovviamente costi niente di più per voi, anzi. Anche per questo vi invito ad usare quanto più potete questo codice, come studente universitario non posso permettermi di spendere più di tanto in materiale fotografico, e seppure questo buono può essere utilizzato solo per le stampe e non per obiettivi o altri accessori per me sarebbe un graditissimo contributo.
Il mio codice sconto è “mortymer“, per utilizzarlo la procedura è semplicissima, potete sia inserirlo in fase di registrazione nell’apposito campo, oppure se siete già registrati potete aggiungerlo modificando il vostro profilo utente.
Per chi non conosce questo sito lo consiglio caldamente soprattutto per le loro continue promozioni, se infatti i prezzi medi delle stampe si allineano alla concorrenza nelle promozione mensili trovate offerte molto vantaggiose, soprattutto per le stampe a grande formato o su tela..

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Come installare Skype in Fedora 12 a 64 bit

17 febbraio, 2010

Tra tutti i programmi proprietari utilizzati in Linux Skype resta sicuramente tra i più diffusi, grazie anche alla semplice procedura d’installazione dato che che, per moltissime distribuzioni, esiste già la versione pacchettizzata. Anche per Fedora è cosi, ma se non esistendo una versione a 64bit per chi utilizza tale architettura è necessario fare alcuni passi in più.

Per funzionare ha bisogno infatti di alcune librerie a 32 bit che non vengono installate automaticamente. Nessun problema però, il procedimento resta facile, basta infatti lanciare da root il comando seguente e tutte le dipendenze necessarie verranno automaticamente installate

yum -y install glibc.i686 alsa-lib.i686 libXv.i686 libXScrnSaver.i686 libSM.i686 libXi.i686 libXrender.i686 qt-x11.i686 libXv.i686 qt.i686

Fatto questo basta poi scaricare la versione di Skype per Fedora 10+ (che va dunque bene per qualunque versione dalla 10 in poi) a questo indirizzo e quindi installarlo, un doppio click probabilmente sarà sufficiente. Se preferite invece farlo da console per prima cosa scaricate il file con wget
wget http://www.skype.com/go/getskype-linux-beta-fc10
e poi installatelo col seguente comando (da eseguire ovviamente da root nella cartella in cui si trova il file)

yum localinstall skype-2.1.0.81-fc10.i586.rpm

Nel caso dopo che scritto questo articolo sia uscita una versione più aggiornata (cosa improbabile visti i tempi di sviluppo bibblici di skype) modificate il nome con quello più aggiornato che avrete scaricato, o più semplicemente provate ad aggiungere un asterisco dopo skype per installare qualunque file inizi con quella parola, stando ovviamente attenti a non avere altri file con quel nome

yum localinstall skype-*

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Testiamo il nuovo KDE 4.2 con fedora

9 febbraio, 2009

Kde 4.2 è uscito di recente, portando una serie di novità molto attese e, forse, un po’ della stabilità di cui aveva bisogno. Da pochi giorni è finalmente disponibile anche in Fedora il pacchetto per testarla, anche se per il momento si trova solo tra i pacchetti in test e non ha ancora passato i vari controlli che ne assicurano la stabilità. Ma per chi come è ansioso di testarlo ecco i pochi semplici passi per installarlo dal repository di testing.

Il metodo più semplice consiste nell’aggiornare il gruppo KDE abilitando temporaneamente il repository, per farlo basta lanciare il seguente comando da root:
yum --enablerepo=updates-testing groupupdate "KDE (K Desktop Environment)"

Nel farlo però ho avuto dei conflitti con il pacchetto phonon-backend-xine ed ho dovuto quindi prima aggiornare anche quello:
yum --enablerepo=updates-testing update phonon-backend-xine

I repository testing posso cambiare nell’arco di breve tempo, le istruzione che ho qui scritto quindi potrebbero non essere quelle migliori tra qualche giorno. Vi consiglio di provare prima il primo comando e solo nel caso riscontriate problemi con quel pacchetto di lanciare il secondo. Tenete presente che i normali aggiornamenti non aggiorneranno più KDE fino all’ingresso della versione 4.2 nella repository principale, dovrete lanciare a mano il primo comando per verificare se sono uscite ulteriori update.  Considerando che si tratta di una versione non del tutto collaudata potreste trovare qualche piccolo bug o problema, se mi lasciate scritto nei commenti cercherò di darvi un aiuto, altrimenti se preferite potete trovare altro supporto nel sito di fedora qui oppure qui.

Per quanto da me testato vi posso dire che non non ho riscontro alcun problema e che il nuovo KDE sembra veramente essere la “risposta” a tutti quelli che richiedevano una maggior stabilità e funzionalità, netto il miglioramento nella barra che finalmente può disporre i programmi su due linee e ragrupparli, inoltre le icone nel vassoio del sistema non hanno più presentato molto più raramente quel fastidioso problema con lo sfondo che cambia colore o, peggio, con l’icona che sparisce. Belli anche i nuovi effetti grafici e i nuovi plasmoidi.

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SmoothGallery e il ridimensionamento automatico delle immagini

4 febbraio, 2009

In questi giorni ho fatto alcuni lavori al Blog, incorporando quelle che erano le poche pagine statiche all’interno di Wordpress, compresa la home e la sua galleria. Nel farlo mi sono sorti alcuni problemi di non semplicissima soluzione, primo di tutti la creazione automatica delle Thumbs che non voleva proprio andare, ecco quindi una piccola guida a chi volesse tentare di fare altrettanto.
La galleria è realizzata con SmoothGallery, una galleria in javascripts di facile installazione, non mi soffermo quindi a spiegare come installarla ma vi rimando direttamente al loro sito.

Tra le sue varie funzione permette anche di creare una serie di miniature delle immagini in maniera del tutto automatica tramite un apposito script in php chiamato resizer.php. Anche a causa delle scarse informazioni presenti nel loro sito farlo funzionare non è stato automatico. Premetto che se testare tale script  è possibile utilizzarlo direttamente senza doverlo per forza usare all’interno della galleria, basta richiamarlo in questo modo:

resizer.php?imgfile=percorsoimmagine.jpg&max_width=100&max_height=75

Bene, iniziano con i problemi in cui sono incappato, innanzitutto il file resizer va messo nella cartella esatta in cui si trova la pagina galleria, il che potrebbe sembrare logico e banale, ma se controllate bene gli url delle pagine di Wordpress vi rendere conto che puntano a delle cartelle che in realtà non esistono nel server in quanto funzionato tramite degli alias creati da wordpress, questo non succede se non utilizzate i permalink personalizzati, ma nella maggior parte dei casi è cosi. Per risolvere questo primo ostacolo ho quindi creato un ulteriore redirect nel file di configurazione di apache (ma dovrebbe funzionare nello stesso modo se lo configurate in un  .htaccess). Nel mio caso la pagina si chiamava /blog/about/ e quindi il file resizer si dovrebbe trovare in /blog/about/resizer.php, il redirect deve quindi far puntare quell’url al file realmente esistente che nel mio caso per semplicità ho messo nella cartella root. Per farlo è necessario aggiungere la seguente riga nella configurazione del dominio in apache:

Redirect 301 /blog/about/resizer.php http://www.mortymer.it/resizer.php

Ho scelto il redirect 301 che indica un reindirizzamento permanente visto che escludo di fare ulteriori modifiche, ma se state solo sperimentando potreste preferire il temporaneo (302) per non  creare casini con i motori ci ricerca. il primo indirizzo è quello della pagina che create, il secondo di quella che esiste realmente, attenzione che il secondo va messo completo di http:// e indirizzo assoluto della pagina altrimenti non funziona.

Risolto questo problema le anteprima comunque non venivano create, se richiamavo lo script a mano mi veniva generata un’immagine contente i parametri che gli avevo dato. Questo perché nel mio server mancava la libreria grafica di php gd. Per installarla avendo io accesso al server mi è bastato un semplice “yum install php-gd”, ma se il server non è vostro e siete in hosting dovete chiedere al vostro gestore di installarvele. Prima però verificate che sia effettivamente quello il problema creando una semplice pagina con il seguente comando all’interno

var_dump(gd_info());
?>

Se la pagina una volta visualizzata è vuota il problema è dovuto alla mancanza di quella libreria ( o in un errore nella copia del codice), con la libreria installata invece dovreste ottenere qualcosa di simile a questo:

array(12) { ["GD Version"]=> string(27) "bundled (2.0.28 compatible)" ["FreeType Support"]=> bool(true) ["FreeType Linkage"]=> [...ecc ecc ....] }

Ma i problemi nel mio caso non erano ancora finiti, le immagini sono in una cartella che si trovava a monte rispetto a quella dove era installata la galleria, se nella galleria davo il percorso con la barra davanti (es. /gallery/immagine.jpeg) mi funzionava la visualizzazione delle immagini ma non delle anteprime, senza la barra (es. gallery/immagine.jpeg) andavano le anteprime ma non la galleria ( o viceversa, ora non ricordo). Inserendo il percorso assoluto con l’intero dominio invece non si ha alcuno problema (es. http://www.mortymer.it/gallery/immagine.jpeg).

Ultima nota, nella guida ufficiale viene spiegato di creare una cartella chiamata cache con permessi di scrittura per tutti, mentre cercavo le soluzioni ai miei problemi ho trovato più di una persona che non sapeva dove creare questa cartella. La cartella va creata nello stesso percorso dove si trova il file resizer.php, non nella stessa cartella in cui si trovano le immagini quindi. La cartella per altro non è obbligatoria, lo script funziona lo stesso anche se ovviamente deve ricreare ogni volta l’anteprima, il che potrebbe rallentare il server,  ma io personalmente non ho notato la differenza ma avevo poche immagini.

Come vedete i problemi sono stati tutti picolissimi, la difficolta maggiore e dovuta dalla poca documentazione a riguardo che sono riuscito a trovare, spero quindi che questa guida possa esservi utile.

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Come rimediare ai problemi audio di Fedora 10

1 gennaio, 2009

UPDATE 03/01/08

Ho modificato l’articolo in base agli ultimi test che ho effettuato ed ai vostri commenti, lascio presenti tutti i metodi che ho provato ma cambia il metodo che consiglio che per praticità ho messo per primo.

Con la nuova versione di pulseaudio presente in Fedora 10 in molti hanno notato problemi con l’audio che spesso “salta” sia ascoltando musica che guardando filmati, dopo varie ricerche ho trovato che il problema sarebbe dovuto ad un bug di alsa il cui team se ne sta infatti occupando. Nel frattempo ecco alcuni trucchi per eliminare o comunque minimizzare il problema. Per prima cosa però, prima di procedere con qualunque metodo consglio di verficare di aver installato tutti i pacchetti neccessari a pulseaudio lanciando il seguente comando

su -c 'yum -y install pavucontrol pavumeter paman padevchooser paprefs alsa-plugins-pulseaudio gstreamer-plugins-pulse pulseaudio pulseaudio-core-libs pulseaudio-esound-compat pulseaudio-libs pulseaudio-libs-glib2 pulseaudio-libs-zeroconf pulseaudio-module-gconf pulseaudio-module-x11 pulseaudio-module-zeroconf pulseaudio-utils xine-lib-pulseaudio xmms-pulse'.

Il metodo che ho trovato più efficace consiste nel disabilitare il timescheduling in pulse audio, che di fatto è una delle maggiori differenze con la vecchia versione presente in Fedora 9. Per farlo bisogna editare da root il file /etc/pulse/default.pa modificando la riga

load-module module-hal-detect

in

load-module module-hal-detect tsched=0

Poi riavviate pulse audio NON DA ROOT con il seguente comando

pulseaudio -k

Secondo rimedio, che nel mio caso applicato da solo ha drasticamente limitato il problema, è l’aggiornamento di alsa all’ultima versione in testing, per farlo lanciate il seguente comando:

yum update *alsa* --enablerepo=updates-testing

Nel farlo bisogna essere consapevoli che si utilizza un pacchetto non ancora del tutto stabile e che quindi potrebbe avere qualche altro problema, nel mio caso non ho però trovato nessuna controindicazione. Per verificare bisogna riavviare il computer o almeno pulseaudio (pulseaudio -k dovrebbe bastare). Come dicevo cosi ho risolto i problemi quasi del tutto, per un giorno intero non ho notato nessun scatto ne in filmati ne ascoltando musica, finché ho provato a giocare e ascoltare musica in contemporanea, in quel momento ho ricominciato a sentire alcuni salti, anche se molto meno di prima, probabilmente dovuti anche all’alto utilizzo del processore.

Altra possibile soluzione consiste nel deframmentare il disco, sopratutto quando si tratta di filmati. Ho notato infatti che più il file che si sta ascoltando è frammentato più il suo audio scatta, per verificare se il filmato che vi da problemi necessita di deframmentazione io ho utilizzato shake ( vedete qui il loro sito). Questo programma permette di controllare e deframmentare un singolo file, la differenza è notevole sopratutto se il filmato lo si è scaricato con emule o bittorent, e i vantaggi non sono solo nell’audio più fluido ma anche in una maggiore velocità nello scorrere avanti e indietro il video.

Ultima soluzione che propongo consiste nel avviare pulse audio in modalità servizio di sistema, per farlo prima chiudete pulseaudio (un killall pulseaudio da root dovrebbe bastare) e poi riavviatelo a mano con i seguenti parametri

pulseaudio --system --realtime --daemonize --disallow-exit --disallow-module-loading

Riavviate i programmi che utilizzano l’audio e dovreste notare i miglioramenti ( non molti a dire il vero nel mio caso). Se funziona e volere rendere le modifiche permanenti basta editare da root il file /etc/pulse/daemon.conf togliendo i commenti alle seguenti righe

realtime-scheduling = yes
daemonize = yes

Se invece le righe mancano aggiungetele come appare qui sopra, nel caso invece hanno il valore a no sostituitelo con yes. Sconsiglio questo metodo a meno che tutti gli altri siano stati inefficaci, con queste modifiche pulseaudio ha la priorità molto alta rispetto agli altri processi, se per qualche oscuro bug richiedesse il 100% del processore il pc rimarrebbe bloccato.

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Ricominciano i lavori sul sito

30 dicembre, 2008

Dopo un lungo tempo di forzata inattività ho deciso di riprendere in mano il sito, innanzitutto aggiornando la grafica, erano alcuni mesi che avevo pronto il progetto grafico fatto da una mia amica e finalmente ho cominciato ad inserirlo, solo cominciano perché manca ancora parecchio.

Visto inoltre l’inaspettata quantità di tempo libero che avrò nelle prossime settimane finalmente comincerò ad inserire qualche articolo, sopratutto riguardo Linux e Fedora.

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